Un POETA al PALAZZO!

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Dal “Sommo Poeta” alla folla di Poeti candidati:

                  dilaganti  confusi, senza verso verso gli amici della Dea,

      e si negano all’eterna melodia poetica del dire

ch’innalzava felice il verso e la parola:

   cantava allora l’estro della rima  amica  

 e richiamava al diletto allegro del pensare.!

 

                    Si spegne intanto nelTrillennio il messaggio limpido

                           del verso onesto ,il suono  fedele all’ armonia…

                      quando tutti si son detti pronti poeti a poetare

                        insieme, senza il solfeggiar della parola bella!

e …”negli interminabili vuoti e sovrumani silenzi”

la Musa contrita piange sul dolore dei delusi

 con la tristezza di versi spenti e la melanconia !

 E si tradisce le armonie poetiche … attese

                   dall’Italica Gente innamorata del verso dolce del Cantore!  

 

                  Perchè hanno tradito la Dea Calliope ? Il fatto fa pensare !

 Che molti dei molti illusi del poetare a pegno tentino

  la rima  pur che sia, in ogni dove ,o nel verso del Potere,

   quando un poeta, forse poeta d’un altra rima

  raggiunge liscio liscio  il Palazzo,

“…pè na vita !”    

  

                CAmertoni Gruppo Creact           

nov 2004                                            

 

 

 

 

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